avevo cominciato un post, lungo, lungo. ma proprio non è periodo.
però avevo dato la mia parola a spic (e span??? ;-).
quindi ecco la mia lista di
COSE SENZA IMPORTANZA
1. leggere
2. scrivere
3. dare il proprio tempo alle altre persone
4. essere onesti
5. etica
6. morale
7. credere che esista la politica (vedi etimo)
8. leggere
9. scrivere
10. vivere
;-)
non mi va di passarlo ad altri, però, scusate.
vabbé.
passerà (con l'accento, era una canzone di un sanremo....)
ciao a tutti/e
uhm. ancora sono lontano. vabbé. comunque. volevo dire due parole su questa canzone. è, ovvio, una menzogna, non sono così "feliz", ma mi piace, la canzone, perché è sussurrata, e c'è poi il finale, che fa
y quiero que me perdonen
por este día
los muertos de mi felicidad.
e mi sembra. e basta.
ho anche pensato che uno deve provarci.
e ringraziando chi passa di qua, chi lascia tracce di sé e chi no, vi lascio due link, che rimandano ad altre cose che ho scritto, negli ultimi 4 anni.
il primo è questo
ed è stata casa, sul serio, per tutto il tempo che ci ho passato. persone splendide e dannatamente in gamba, da farti vergognare, e da onorarti del fatto di essere a contatto con loro ogni giorno, seppur via mail, un nutrimento fondamentale. nei numeri della rivista ci sono racconti e brevi saggi o, che valgono la pena di aspettare che il vostro computer li scarichi. davvero.
il secondo è questo
vi mando alla mia pagina del sito, dove ci sono i link ai vari pezzi che ho scritto lì. anche questo un luogo importante di confronto, di persone appassionate e competenti, dove trovare un sacco di recensioni (ben più di 2000!) ed idee per viaggiare su sentieri musicali e letterari, e scientifici, e, magari non troppo battuti, angoli diversi da cui considerare quel che c'è intorno.
e finisco così.
buoni ascolti, buone letture, buona giornata.
Post uhm (per rimanere nel dubbio, questa frase è per d.)
Ieri sera, a Firenze, in un posto, è stata presentata la cosa che ho detto qua sotto. C'era davvero molta gente, ed io per arrivarci ho sbagliato strada, a piedi. Ho sbagliato ponte. Sapete, ero un po' nervoso. Poi ero da solo, per il momento, ma soprattutto avevo il lettore mp3 acceso, ed io ho questa cosa, che se ascolto la musica per ascoltare la musica, e non come sottofondo, tutto svanisce, puf! Seguo le parole, la melodia, e non i miei piedi. Vabbé. E mentre ci stavo andando, in questo posto, mi sono ricordato che tre anni fa, una volta la settimana, ci andavo. Mi trovavo con dei ragazzi lì, il che rende il fatto che abbia sbagliato strada ancora più idiota, ai miei occhi. Perché ci andavo? Una mia amica mi aveva detto di questa associazione, che stavano mettendo su un progetto, che avrebbero dovuto scrivere delle sceneggiature per dei cortometraggi da realizzare, e siccome due anni prima avevo seguito un corso di scrittura teatrale (che allora non era importante come, sembra, adesso. non era così importante nonostante il nome direttore, e tanto che non ci venne dato neppure, non so, un semplice foglio con scritto, ehi! hai partecipato!) pensava gli potessi dare una mano. "La costruzione del personaggio". Ahahah! Io. Però mi divertiva l'idea di andare da delle persone che non conoscevo e fingere di spiegargli qualcosa di sensato con in testa Mamet qualcosaltro. Il fatto è che la teoria, per fortuna mia, è più semplice della pratica. Spiegare "come fare" più semplice che "farlo". Quindi, per farla breve, andò bene, ed ogni lunedì andavo lì cercando di stare bene, e stavo bene. Tenevo il resto della mia vita fuori da quel posto, quindi andava bene. Il fatto è che quando le persone si conoscono, poi non puoi più fare finta di niente. Ed io mi trovo in imbarazzo, al solito. Insomma si fece tutti un bel lavoro, credo, e loro si trovarono per realizzare i cortometraggi, ma io non andai a vederne la realizzazione, né successivamente quando mi è capitato di ritrovare i due organizzatori, nonostante la promessa di sentirli, di vedersi, di avere il dvd con i corti e tutto quanto, poi non l'ho mai fatto. Mea culpa. Che li avrei rivisti, e che gli avrei detto? Come va? Bene? Mah. Tornando a ieri sera, mi ha fatto rivenire in mente le loro facce, e quelle serate, quel posto. Quindi ho ascoltato mad world, e poi gli smashing, perché dovevo rilassarmi. Ho visto persone, capito chi erano, e mi sono detto, ora vado lì e mi presento. Anzi, aspetto un po'. Mi sentivo un pesce fuor d'acqua. Ho preso in mano il volume e guardato a che punto ero. Così, se era vero che c'ero. Poi sono uscito. Chiamate. Di M. E una di F che non ho fatto in tempo a prendere. Il campo da calcetto. I giochi dei bimbi. Le pause sigarette lì fuori. L'interno dello stanzone cambiato, non so se per l'occasione, o sempre. C'era un tavolo, anche due, su cui ci mettevamo, e le sedie di plastica, e i fogli con le bozze, con le prime idee, con tutti i tentativi di scrivere qualcosa di realizzabile, in modo semplice e incisivo. Sono contento di averli ricordati. Ogni tanto lo faccio, e me li immagino adesso. Dei grandi. E delle grandi. Certe sere che si arrivava prima di chi aveva le chiavi. Certe sere rimaste a bere qualcosa, dopo, ad un pub, parlando di. Comunque. Dicevo di ieri sera. Atmosfera gioviale. L'editore ed il curatore riconoscibilissimi. Nonostante. E quell'altro tipo che ha lasciato un commento, no, non ci siamo presentati. Volevo farlo, eh, sei anche venuto ad un certo punto accanto a me, mentre Perrone e Ametrano parlavano, ma mi son detto, "dopo", e com'è ovvio il dopo non è arrivato. Poi non ero sicurissimo fino a quando, alla fine, non avete parlato. Così ho fatto anche una comunicazione personale, ecco. E Massi, c'ero, sì. C'era anche uno zaino jolly black, mio. Non tutti i nomi, così, mi erano ignoti.
Poi per fortuna è arrivato F, quindi M, che ha lavorato fino a tardi anche ieri sera, e che ha cenato solo dopo con un panino ed una birra in piazza Santo Spirito. Mi sono un po' snervosito. Chi ha parlato ha detto cose interessanti, che non devo aver capito fino in fondo. Però la cosa della sequenza degli oggetti nel volume che ha scelto il curatore mi ha incuriosito, ed il fatto di essere, come numero di pagine, a metà, mi ha fatto sorridere. Grazie.
La prossima volta, vedrò di dire il mio nome a qualcuno, eh. Magari due parole.
Di vino, no, anch'io bevuto un solo bicchiere. Era una cosa sulla qualità, non sulla quantità, eh. In somma, sono stato bene, considerato tutto.
Soprattutto tornando verso casa, in macchina, sapendo che fuori c'era una zizzola, e dentro invece caldo, e lei.
Ciao.
ndr
p.s. per Valina, dovrebbe, verso la fine. Metamorfosi?!
per Massi e NellaVasca: alla prossima, vedrò di essere meno dubbioso, prometto.
il racconto è dedicato a Tristan Egolf, a Ian Curtis, a chi conosco e sa perché (vedesi sottotitolo), a un po' di persone, in somma, da cui ho preso, uhm, idee, frasi (di canzoni, Ian), con cui sono in debito, ecco. spero di averne restituito almeno parte.
aggiornamento: stavo dimenticando una cosa: e non va bene.
Alda Merini.
Un pensiero.
Leggetela.
Ci sono giorni che sei su, ed altri che sei dannatamente giù. Ogni giorno che passa fra la tua nascita e la tua morte, vivi. E c'è sempre quest'altalena, fra su e giù. Un'altalena personale, indefinitamente finita. Finita perché nasci, e perché muori. E questo è quanto. Capita poi che ci siano altre persone, ognuna con la propria, personale, altalena. Ci sono momenti in cui le altalene, alcune altalene, a volte solo due, a volte di più, tengono un ritmo simile, non uguale, così chi abita quelle altalene riesce a comunicare. Capita, persino, che uno usi i piedi sulla terra per rallentare la corsa della propria altalena e stare a fianco di un'altra, o di altre. Capita che uno usi le braccia, come una canna, e le mani, come degli ami, pur di pescare altre mani, altre braccia. Non ti puoi fermare. L'altalena non si ferma. Magari si muove impercettibilmente, ma non si ferma. Quando è ferma, tu non ci sei (o perché non ci sei ancora stato, o perché ci sei già stato, in ognuno dei due casi, che te frega?). Capita, persino, che altalene che sono state vicine, si allontanino, col tempo. A me, questa cosa, dà fastidio. La odio. Ma non ho abbastanza canne-braccia, e mani-ami, per riuscire a tenere tutte quelle che stanno cambiando ritmo, proprio non ce la faccio. A volte viene voglia, anche, di mandare sonoramente a fare in culo, perché hai i tuoi cazzi e alle altre altalene, che hanno i propri cazzi, non frega un cazzo dei tuoi, o frega ma meno che dei propri. O comunque chi sa, alla fine nessuno ha colpa. Capita anche questo, che non ci sia colpa, è davvero così, molte volte non c'è una vera colpa, ma è così bello lavarsi le mani.
Quello che volevo dire, però, è che le altalene, le proprie e quelle degli altri, hanno bisogno di cura. Capita che ci dimentichiamo di loro, ci facciamo prendere dal vento in faccia che ci regalano, o dai colpi alle spalle che ci danno, e non teniamo di conto di loro, le altalene.
E poi finisce. O come volete.
VUOI ESSERE UNO DEGLI AUTORI DELLA PROSSIMA ANTOLOGIA LAS VEGAS?
Partecipa al nostro gioco, bello bello in modo assurdo.
Las Vegas edizioni (www.lasvegasedizioni.com) ti mette a disposizione il suo scintillante casinò letterario e un gioco completamente gratuito per mostrare il tuo talento. Il premio? Potrai essere uno degli autori della prossima antologia di Las Vegas!
REQUISITI: possedere un sito o un blog. (Non hai un blog? Quale migliore occasione per aprirne uno!)
ISTRUZIONI: per partecipare alla prima selezione devi:
1) pubblicare questo post (esattamente così com’è) nel tuo sito o blog. L’originale del post che devi ricopiare è qui [http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/16142956/%21%21%21%21%21];
2) mandare a gioco(at)lasvegasedizioni.com l’indirizzo (l’url, quella cosa che comincia con “http://”) del post di cui sopra, più quello di un altro post – uno solo: quello che più rappresenta il tuo stile e la tua volontà di scrivere – che vuoi sia letto e valutato dall’arcigno croupier. Non inviare nessun altro tipo di materiale. Sul blog di Las Vegas edizioni, www.lasvegasedizioni.splinder.com, saranno indicati, via via, tutti i partecipanti; 3) aspettare nuove istruzioni.
TEMPI: la prima selezione terminerà quando avremo raggiunto materiale a sufficienza (la scadenza verrà annunciata con qualche giorno di preavviso sul blog di Las Vegas). Se avrai giocato le carte giuste, sarai contattato per partecipare alla seconda fase. PREMI: il premio finale, al termine delle varie selezioni, è la pubblicazione nella prossima geniale antologia targata Las Vegas.
L'altro giorno, prendendo un caffè, un amico aveva Repubblica.
Me la dai un secondo? (ho detto amicO, eh, non pensate male!!!)
Tieni.
L'apro dal fondo, come si fa di solito, e leggo.
Fura dels baus, spettacolo, teatro in ostaggio, Boris Godunov. Nell'articolo c'è un'intervista.
Occazzo! non è possibile.
Uno spettacolo in cui gli spettatori sono presi in ostaggio da terroristi (ispirato al famoso fatto del 2002).
Ma questo, questo, è mio!!
Non è giusto, dico, mi han fregato l'idea.
Pazienza. Il mio spettacolo sarebbe stato certo più bello, nonostante avessi scritto una cagata di inizio. Era il 25 marzo 2003. E sono stati anche gentili, mi hanno dato ben 5 anni di tempo per scriverlo e realizzarlo, che io ho utilizzato per arricchirlo di particolari, di torture visive, sonore, olfattive, tattili e quanto altro. Ma non ho fatto infine niente.
Meno male che qualcuno fa, e non si perde nell'immaginazione.
Sarei proprio curioso di vederlo, ma non credo passino da queste parti.
In ogni caso, in bocca al lupo, Fura dels baus!!
è strano e mi fa ridere, tutto questo, e mi rincuora.
L'albino nitore lattiginoso
col sole tuorlo sodo
per fare d'un mattino
crema di nuvole.
Un ottimo cornetto ripieno
per il caffè dei miei occhi
mentre distendi i verdi campi
ancora assonnati di foto filanti su pareti.
Dev'essere questa strada provinciale,
dritta, di cui noi siamo deviazioni,
a svolgere, felina, il nostro rotolo di pensieri.
sono chiuso sono un sasso
non è un mantra
sono chiuso sono un sasso
è come sono
sono chiuso sono un sasso
in balia di tutto rimango inalterato
ieri ieri l'altro e il giorno prima
oggi domani e il giorno appresso
non è che non cambio
è che nessuno ci fa caso
sono chiuso sono un sasso
solo l'inumano mi tocca
l'umano mi raccatta
se piatto e liscio mi lancia
a creare vibrazioni acquee
sono chiuso sono un sasso
in balia di tutto rimango inalterato
solo l'inumano mi tocca
l'umano mi raccatta.
Dunque, grazie a... dovrei dire 8 cose de moi inconfessabili. ma direi anche sconfessabili, ecco.
1) da qualche tempo porto i baffi (ed è una cosa inconfessabile? beh. fate voi;-)
2) sono d'accordo con l'Ariosto quando dice:
Quindi avvien che tra principi e signori
patti e convenzion sono sì frali.
Fan lega oggi re, papi e imperatori;
domani son nimici capitali:
perché, qual l'apparenze esteriori,
non hanno i cor, non han gli animi tali;
ché non mirando al torto più ch'al dritto,
attendon solamente al lor profitto.
e non è consolante che l'abbia scritto circa 5 secoli or sono.
3) ndr sta per il mio nome, nel caso qualcuno non l'avesse capito
4) non sono capace di suonare alcuno strumento
5) preferisco le città, ai cittadini (preferisco l'italia, agli italiani)
6) non è che non mi piaccia la politica, anzi, solo che trovo che oggi in questo paese non si faccia politica, ma politichese, da parte di politicanti, e non politici. e questo mi fa schifo.
7) ho un rapporto conflittuale con il telefono cellulare, mi fa comodo, e gli sms utilissimi, ma ho difficoltà con le telefonate, e vorrei che mi telefonassero solo le persone che voglio (e non anche quelle che non voglio, ahahaahahah!!!) e possibilmente avvertissero prima, in modo da prepararmi.
8) credo che.
ovvio, tutte cose s-confessabili. ggghhhhh!!!!
e sarò buono, non incatenerò niunaltro (anche perché dovrei andare a cercare chi non l'ha giàmmai fatto, questo, e non mi fa molta voglia. ho da fare)
bòna.
(prossimamente tirerò fuori qualcosaltro di porno. vedo che le visite schizzano, ahahah!!! idiota!)