Un po' apolide...

"ovattato...come in sordina..." op.cit.

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16/04/2008

avevo cominciato un post, lungo, lungo. ma proprio non è periodo.
però avevo dato la mia parola a spic (e span??? ;-).
quindi ecco la mia lista di

COSE SENZA IMPORTANZA

1. leggere
2. scrivere
3. dare il proprio tempo alle altre persone
4. essere onesti
5. etica
6. morale
7. credere che esista la politica (vedi etimo)
8. leggere
9. scrivere
10. vivere

;-)

non mi va di passarlo ad altri, però, scusate.
vabbé.

passerà (con l'accento, era una canzone di un sanremo....)
ciao a tutti/e
28/03/2008


uhm. ancora sono lontano. vabbé. comunque. volevo dire due parole su questa canzone. è, ovvio, una menzogna, non sono così "feliz", ma mi piace, la canzone, perché è sussurrata, e c'è poi il finale, che fa

y quiero que me perdonen
por este día
los muertos de mi felicidad.

e mi sembra. e basta.
ho anche pensato che uno deve provarci.
e ringraziando chi passa di qua, chi lascia tracce di sé e chi no, vi lascio due link, che rimandano ad altre cose che ho scritto, negli ultimi 4 anni.
il primo è
questo
ed è stata casa, sul serio, per tutto il tempo che ci ho passato. persone splendide e dannatamente in gamba, da farti vergognare, e da onorarti del fatto di essere a contatto con loro ogni giorno, seppur via mail, un nutrimento fondamentale. nei numeri della rivista ci sono racconti e brevi saggi o, che valgono la pena di aspettare che il vostro computer li scarichi. davvero.
il secondo è
questo
vi mando alla mia pagina del sito, dove ci sono i link ai vari pezzi che ho scritto lì. anche questo un luogo importante di confronto, di persone appassionate e competenti, dove trovare un sacco di recensioni (ben più di 2000!) ed idee per viaggiare su sentieri musicali e letterari, e scientifici, e, magari non troppo battuti, angoli diversi da cui considerare quel che c'è intorno.

e finisco così.
buoni ascolti, buone letture, buona giornata.
12/03/2008

Ci sono giorni che sei su, ed altri che sei dannatamente giù. Ogni giorno che passa fra la tua nascita e la tua morte, vivi. E c'è sempre quest'altalena, fra su e giù. Un'altalena personale, indefinitamente finita. Finita perché nasci, e perché muori. E questo è quanto. Capita poi che ci siano altre persone, ognuna con la propria, personale, altalena. Ci sono momenti in cui le altalene, alcune altalene, a volte solo due, a volte di più, tengono un ritmo simile, non uguale, così chi abita quelle altalene riesce a comunicare. Capita, persino, che uno usi i piedi sulla terra per rallentare la corsa della propria altalena e stare a fianco di un'altra, o di altre. Capita che uno usi le braccia, come una canna, e le mani, come degli ami, pur di pescare altre mani, altre braccia. Non ti puoi fermare. L'altalena non si ferma. Magari si muove impercettibilmente, ma non si ferma. Quando è ferma, tu non ci sei (o perché non ci sei ancora stato, o perché ci sei già stato, in ognuno dei due casi, che te frega?). Capita, persino, che altalene che sono state vicine, si allontanino, col tempo. A me, questa cosa, dà fastidio. La odio. Ma non ho abbastanza canne-braccia, e mani-ami, per riuscire a tenere tutte quelle che stanno cambiando ritmo, proprio non ce la faccio. A volte viene voglia, anche, di mandare sonoramente a fare in culo, perché hai i tuoi cazzi e alle altre altalene, che hanno i propri cazzi, non frega un cazzo dei tuoi, o frega ma meno che dei propri. O comunque chi sa, alla fine nessuno ha colpa. Capita anche questo, che non ci sia colpa, è davvero così, molte volte non c'è una vera colpa, ma è così bello lavarsi le mani.
Quello che volevo dire, però, è che le altalene, le proprie e quelle degli altri, hanno bisogno di cura. Capita che ci dimentichiamo di loro, ci facciamo prendere dal vento in faccia che ci regalano, o dai colpi alle spalle che ci danno, e non teniamo di conto di loro, le altalene.
E poi finisce. O come volete.
19/12/2007

Un attimo in più di tempo. Eccomi. In questo periodo...non è accaduto niente di particolarmente rilevante. Almeno credo. Se è accaduto, avvertitemi, non mi sono accorto.

Comunque sono qua, con giusto qualche segnalazione da fare:

QUI
potete trovare trasmissioni sul cinema, cinema e letteratura, da Zanzotto a Godard passando per Pasolini, Antonioni, Bergman, Cassavetes, Welles, Dreyer, Cruise, Scott, Fonda, Monroe, Flinn, Sternberg, Ford, Pitt, Bloom, Girotti, Mangano...ops. mi dicono che non ci sono proprio tutti questi che ho scritto. pazienza. è un mucchietto di cose interessanti. A volte il buon Iuri è solo, altre accompagnato da... scopritelo da soli!!

QUI
invece potete trovare il booktrailer di un libro che è già uscito in rete e che uscirà ampliato per Il Maestrale a, più o meno, breve.

Mi sembra di non avere altro da segnalare, per ora.
Ma si vedrà, si vedrà.
Voi fate i bravi, neh.
22/09/2007

Una vecchia cosa, un po' lunghetta ma pazienza. Ha delle cadute non indifferenti in certi punti, ma pazienza. AHAHAHAHAHAH!!!!

PAOLO E FRANCESCA

È lo primo girone dell’Inferno che vassi a presentare,

nella spirale della Lussuria sono sconvolti Paolo e Francesca,

che adesso la loro storia vengono a raccontare,

a noi che l’abbiam presi come pesci a pesca.


Voci fuori scena.

Francesca: Ohibò, qualcuno chiama da laggiù!

Paolo: Ma chi sarà a sfidare l’aere infernale?

Francesca: Ah non lo so, ma non ne posso più!

Tutti ‘sti colpi, la schiena mi fa male!

Paolo:Andiamo allora, è tempo di migrare!

Francesca: Rifletti Amor, se fosse Dante…

Paolo:Quel bellimbusto non mi lasciò parlare!

Andiamo andiamo, se è, gliene do tante!


Entrano Paolo e Francesca, cadono l’uno sull’altra. Al buio.

Francesca: O caro, son caduta su una pietra!

Paolo:No cara, anche se qui non vedo niente,

stai pur sicura che quella non è pietra,

puoi chiedere a Didone, lei non mente!


Si rialzano. Luce.

Francesca: Ma come, siamo agli Inferi e tradisci?

Paolo:Lussuria per Lussuria tanto vale,

quel che inizi in vita, qui finisci.

Francesca: Io sommo tutto, e poi finisce male!

Paolo:Morti già siam, cos’altro c’è da fare?

Francesca: Quaggiù cianno chiamato, non ricordi?

Paolo:Ah sì, li vedo. Noi qui a raccontare,

e loro lì, di sotto e pure sordi.

Francesca: Suvvia, non stare a lamentarti caro,

non mangi mai, ma prendi l’amaro?

Paolo:Ehò Francesca, cosa vuoi che dica?

Più di un carro di buoi tira un pel di…

Francesca: oh! Cotali sconcezze non mi far sentire,

lo sai, ne potrei morire!

Paolo: Sentire non le puoi,

ma fare sì le vuoi!

Di prima mi ricordo,

le tue grida le sente pure un sordo!

Francesca: ma a questi gentil signori non interessa, vero?

Voglion sentire la nostra storia, spero…

Paolo: eh no! No! Io dico invece che vogliono sapere

quanto ti faccio e ti ho fatto godere!

È giusta la lor curiosità,

sennò per cosa noi staremmo qua?

Mica siamo finiti all’Inferno per innocenti carezze…

Lo sanno tutti, che quelle della Commedia son sciocchezze!

Francesca: Ma…e il libro, non ricordi?

I nostri sguardi…furon quelli i primordi!

Paolo: Certo il libro fu Galeotto!

Sopra le mie gambe si alzò di botto,

per la spinta ricevuta dal mio basso ventre

che lui sì, ti stregò per sempre.

Francesca: Non fu così, e te lo sai

Amor, ch’a nullo amato amar perdona”

Paolo: fu sesso, Amor giammai

Francesca: “mi prese del costui piacer sì forte”

Paolo: le bugie si sa, han gambe corte

Francesca: “che, come vedi, ancor non m’abbandona”

Paolo: solo perché il cellulare ancor non suona…


Suona il cellulare di Paolo. Risponde.


Paolo: ciao, cara Didone!

Dici, domani alla stazione?

Non so, guardo un po’ in agenda…

Sai, tener dietro a tutte le richieste

È una seria faccenda:

ci sono un sacco di anime meste

per l’Inferno che cercano piacere

e siamo in pochi a far questo mestiere!

Francesca: ma come, cosa fai?

Paolo: Pensavo fosse chiaro, dai,

con tutte le volte che sei rimasta in cinta

mica potevo smettere di usarlo,

con me… nessuna fa finta.

Francesca: e..e io che per tutto ‘sto tempo ho continuato ad amarlo!

Paolo: beh, non sei l’unica che l’apprezza!

(tornando al cel) No Didone, alle quattro non posso,

però, se ti va bene, facciam le cinque e mezza!

Anche Cleopatra? Sei sicura?

( Francesca parla, Paolo continua al telefono)

Francesca: adesso vado a buttarmi in un fosso! Paolo: una cosa a tre? Ciò che non piace a Renato zero

Francesca: Non posso più ascoltare, io così pura! Paolo: è il sogno del mondo intero! (e chiude il telefono)

Francesca: Con due regine va, io lo credevo Mio,

io che per Lui sono andata contro Dio.

Solo sesso fu sull’ermo colle?

Paolo: beh, per sette ore…mai fu molle!

E quante altre volte ancora

Ti ho dato prova del mio impegno,

Il conte Ugolino a quest’ora

Fa dei nostri figli un pasto degno.

Francesca: anche questa sì, bella idea!

Figli del nostro sangue..

Paolo: colpa mia se sforni figli come mobili all’Ikea?

E lo stipendio langue…

Se non ci fossi io che mi do da fare…

Te sei buona solo a ragionare!

Francesca: Ragionare, dici bene tu,

intanto a casa non ti si vede più!

Paolo: Ma come possiamo permetterci dei figli

Se te insegui sol l’odor dei tigli?

Mica vengono su solo con l’aria

Anche se è divertente far baldoria.

Francesca: come diceva sempre mia zia

Nacqui non fui per lavorare”,

non è poi mica colpa mia

se so cantare, danzare, scoparfaccende di casa fare!

Paolo: la casa…la casa sembra un porcile,

piena com’è del tuo gas volatile!

E comunque, non posso farci niente,

Destino è il Mio, di far felice la gente!

Francesca: Ma qui si parla di Regine!

Si fa a pagamento!

Paolo: Liberatemi o Divine,

da tutto ‘sto tormento!


Suona il cellulare di Paolo.


Francesca: Di nuovo una telefonata?

Quella di prima non è bastata?

Paolo: Ma com’è che oggi rompi tanto?

Venuto il ciclo come d’incanto?

Oppure questi sbalzi d’umore

Son di nuovo dovuti a notti d’amore?

Francesca: Di nuovo in cinta dici tu?

Forse ieri sera…il tiramisù….

Paolo: (risponde al telefono)

ah sei tu! Come ti butta?

Qui con Francesca siamo alla frutta.

Paolo: (a Francesca) tre ore tutte le volte…

Le probabilità son molte!

(al telefono) no, domani ho già un impegno!

Francesca: Di me non sei più degno!

Paolo: Scusa ma è meglio se ci sentiamo dopo (chiude la telefonata)

Francesca: Guarda guarda, coda di topo!

Paolo: sai una cosa? Di ‘ste rime mi sono stufato!

Francesca: Ma sentilo, nessuno ti ha obbligato!

Paolo: Mi dici per favore cosa c’è che non va?

Francesca: Non ti voglio più vedere, tutto qua!

Paolo: Che fai, continui a rimeggiare?

Francesca: O senti, non ho voglia, lascia stare!

Paolo: E che, mi stai sfottendo?

Francesca: Perché è poi così tremendo?

Paolo: Basta ti prego, per favore…

Francesca: Io per te ho patito pen d’amore…

Paolo: ma quello è solo il mio lavoro…

Lo sai che te sei il mio vero tesoro…

Francesca: Non avevi detto basta con le rime?

Paolo: Già, ma sai, conosci l’abitudine…

Francesca: ecco appunto, nella nostra relazione

Ormai da tempo manca la passione!

Paolo: da più di sei secoli stiamo insieme. non può più essere come la prima volta. è normale un calo di desiderio. per questo lo cerco nelle altre. perché si risvegli l’amore che provo ancora per te. con le altre è solo lavoro. un modo per mantenere lo stile di vita che pretendi di avere. lo faccio per te. non credere che provi qualcosa verso quelle donne. mi usano per il loro piacere e io uso il loro denaro. tutto qua.

Francesca: neppure una rima, sono sbalordita!

Paolo: e non credere che sia finita… qui!

Francesca: Bravo bravo! Bravo bravo!

Io senza rime non me la cavo!

Si vede che con le lingue ci sai fare,

ma io non riesco a dimenticare

dei nostri primi incontri l’incanto,

quando bastava uno sguardo soltanto!

Paolo: Francesca Francesca, usa la testa!

Francesca: Mi porti via il cuor, niente più festa!

Da quanto tempo è che così lavori?

Ne avrai spezzati altri, di cuori…

Paolo: all’inizio sai, i bigliettini...bastavano.

Poi mi hanno voluto anche in altri infernali gironi,

e quindi ho preso un po’ di piccioni,

che andassero da un capo all’altro dell’Inferno,

ma partiti in estate, tornavano d’inverno.

Ma davo ugualmente soddisfazione

Alle signore con tanta passione!

Per fortuna che qua non c’è fretta,

non c’è orifizio in cui non lo metta.

Poi con l’avvento del telegrafo,

che tra l’altro usavo a sbafo,

incrementai il mio giro d’affari,

per ogni volta, trenta denari!

Francesca: ma non ti senti? Hai ricominciato

A fare rime come un invasato!

Senza passione il tuo lavoro avevi detto,

ma già ti contraddici, caro ometto!

Paolo: ascolta bene, stammi a sentire,

hai chiesto una cosa, fammi finire!

Incrementai il mio giro d’affari,

per ogni volta, trenta denari!

E adesso, con aereo e cellulare,

ovunque in un attimo io posso andare,

così tante donne da soddisfare,

così tanti soldi da guadagnare!

Ma non avere paura, timore,

solo per te il mio cuore, il mio amore!

Francesca: Ah, non crederai che io penda ancora

Dalle tue labbra come a quel tempo,

Ciò che ho visto e sentito or ora

Non mi convince neppure a stento!

Paolo: E allora dimmi, cosa dovrei fare

Per poterti riconquistare?

Francesca: Se a una donna piacere vuoi

Devi ragionare col senno di poi.

Paolo: O questa è bella, cosa vuol dire?

Francesca: Prima di tutto non devi tradire!

Le tue azioni hanno conseguenze

Spesso più grandi delle parvenze.

Paolo: uffa, l’ho detto, solo lavoro

Per comprarti gioielli, o mio tesoro!

Francesca: Seconda cosa non devi mentire:

non ho anelli, neppure diamanti,

e di soldi te ne devon venire,

di appuntamenti ne hai così tanti!

Paolo: Ma Francesca, viaggio molto,

mi devo dare un tono colto,

mica posso andare così

come si fa una gita a Forlì!

Francesca: La terza cosa non sparar cazzate,

Per ora tante me ne hai menate,

per una volta sii sincero,

fa questa cosa, falla davvero.

La quarta cosa guardami in volto

Perché d’amor non ce n’è più molto,

però là in fondo c’è una speranza

che ancora purtroppo avanza!

Paolo: O vorrei tanto stare in quel bel seno

Ove rude vento trovar non mi potrà

O vorrei tanto stare in quel bel seno

Dolce esso è invero e bello già.

Francesca: Paolo, ma cosa stai dicendo,

o che diventi, poeta tremendo?

Paolo: Ma guarda come splende la luna stanotte,

si riflette nel tuo sguardo,

ma guarda come splende la luna stanotte,

e Amore non è in ritardo.

Francesca: sarà facile scordare il mio volto,

nello specchio un riflesso di te,

mi tormenta, non gli do ascolto,

poi sorrido e non so perché…

Infinite volte ho pensato di poter scordare

E mi ritrovo sempre incapace di dimenticare

Paolo: Dimentica Francesca io ti prego

Mi troverò un più decente impiego

Francesca: Ma se sei qua solo per quello!

E il primo girone è quello più bello!


Suona il cellulare di Francesca. Risponde.

Francesca: O ciao Teseo!

(a Paolo) e te non fare il babbeo!

Sì certo, io posso domani,

alle cinque e mezzo,

ci sono anche i cani?

Ah, e porti l’attrezzo?

Bene bene, lo trovo perfetto!

Paolo: No, scusa France se m’intrometto,

che è questa storia degli animali?

Francesca: Abbi pazienza, c’è uno stronzo qua,

ma ora lo mando dritto a caga’!

Paolo: Ma allora anche tu, cara Francesca,

hai la tua bella tresca!

E cosa mi vieni a rinfacciare

Se da quel Teseo ti fai scopare?

Francesca: Guarda che stai prendendo un abbaglio

Grande quanto il perforante maglio

Di Goldrake, robot siderale,

che cià pure l’alabarda spaziale!

Paolo: Sai che Actarus è il mio preferito?

Ma lui stava sempre vestito,

invece te, potrei scommettere,

che negli “orifizi” te lo fai mettere.

Francesca: Ma te sei proprio un fissato!

In testa non hai che quello,

e pensare che io ti ho amato

e mi sembravi poi così bello!

Paolo: Ti ricordo che fino a poco fa

Ero per te la tua altra metà,

non fosse stata la telefonata

sempre da me saresti tornata!

Francesca: Ma che credevi, o bel demente,

che io non sapessi proprio di niente?

Sono una donna, e lussuriosa,

pensa da te quanto sono curiosa.

Credevi forse che i tuoi spostamenti

Sembrassero così innocenti?

Paolo: Ma come, io sono stato attento

A prendere ogni appuntamento.

A parte oggi, una disattenzione,

che però sta costando un milione!

Francesca: Ma dai, chi vuoi prendere in giro?

Sei sempre stato un po’ piro.

Paolo: Questo lo dici te,

lascia che pensi io…a me!

E ancora niente hai detto di Teseo,

a parte che fa rima con babbeo!

E poi degli animali…

Sono cani, oppur maiali?

Francesca: Meno male non sono tutti uguali a te,

scemo sei sì, e per tre!

Teseo è un vecchio caro amico

e anche un bel fico,

per un regalo consiglio mi ha chiesto,

mi si è presentato tutto mesto,

non sapeva cosa fare ad Arianna

Paolo: E te gl’hai fatto assaggiare la tua panna?

Francesca: No, gli ho detto solo che è “animalista”,

la sua ragazza ha delle preferenze..

Paolo: Ma non mi dire, ambientalista?

Come te, che coincidenze…

Francesca: Lui non sapeva, non l’aveva mai vista,

con cani, ma io sì, coincidenze

Paolo: Appunto, come ho detto io

Anche tu fai un bel lavorio

Francesca: Ma com’è difficile farti ragionare…

Solo un cucciolo, da regalare!

Paolo: E allora, questa chiamata?

Per cosa Diavolo è stata?

Francesca: E sai, lui, non sapeva scegliere,

e così mi vuol far vedere

tutti quelli che ha trovato

per il labirinto in cui è tornato!

Paolo: Ma non mi dire, è quello di Cnosso?

E il Minotauro, finì in un fosso?

Francesca: Certo non sai neppure un po’ di storia,

sempre difetto, ti ha fatto la memoria!

Paolo: Non ti ha colpito la mia cultura allora,

ma fu il marsupio, come direbber ora,

che stava su, bene in evidenza,

e tu non volesti fare senza!

Francesca: Ricordo, hai ragione, e con sgomento,

Il motivo di tutto ‘sto tormento,

Per una debolezza in primavera

Sono finita dove nessu