COSE SENZA IMPORTANZA
1. leggere
2. scrivere
3. dare il proprio tempo alle altre persone
4. essere onesti
5. etica
6. morale
7. credere che esista la politica (vedi etimo)
8. leggere
9. scrivere
10. vivere
;-)
y quiero que me perdonen
por este día
los muertos de mi felicidad.
PAOLO E FRANCESCA
È lo primo girone dell’Inferno che vassi a presentare,
nella spirale della Lussuria sono sconvolti Paolo e Francesca,
che adesso la loro storia vengono a raccontare,
a noi che l’abbiam presi come pesci a pesca.
Voci fuori scena.
Francesca: Ohibò, qualcuno chiama da laggiù!
Paolo: Ma chi sarà a sfidare l’aere infernale?
Francesca: Ah non lo so, ma non ne posso più!
Tutti ‘sti colpi, la schiena mi fa male!
Paolo:Andiamo allora, è tempo di migrare!
Francesca: Rifletti Amor, se fosse Dante…
Paolo:Quel bellimbusto non mi lasciò parlare!
Andiamo andiamo, se è, gliene do tante!
Entrano Paolo e Francesca, cadono l’uno sull’altra. Al buio.
Francesca: O caro, son caduta su una pietra!
Paolo:No cara, anche se qui non vedo niente,
stai pur sicura che quella non è pietra,
puoi chiedere a Didone, lei non mente!
Si rialzano. Luce.
Francesca: Ma come, siamo agli Inferi e tradisci?
Paolo:Lussuria per Lussuria tanto vale,
quel che inizi in vita, qui finisci.
Francesca: Io sommo tutto, e poi finisce male!
Paolo:Morti già siam, cos’altro c’è da fare?
Francesca: Quaggiù cianno chiamato, non ricordi?
Paolo:Ah sì, li vedo. Noi qui a raccontare,
e loro lì, di sotto e pure sordi.
Francesca: Suvvia, non stare a lamentarti caro,
non mangi mai, ma prendi l’amaro?
Paolo:Ehò Francesca, cosa vuoi che dica?
Più di un carro di buoi tira un pel di…
Francesca: oh! Cotali sconcezze non mi far sentire,
lo sai, ne potrei morire!
Paolo: Sentire non le puoi,
ma fare sì le vuoi!
Di prima mi ricordo,
le tue grida le sente pure un sordo!
Francesca: ma a questi gentil signori non interessa, vero?
Voglion sentire la nostra storia, spero…
Paolo: eh no! No! Io dico invece che vogliono sapere
quanto ti faccio e ti ho fatto godere!
È giusta la lor curiosità,
sennò per cosa noi staremmo qua?
Mica siamo finiti all’Inferno per innocenti carezze…
Lo sanno tutti, che quelle della Commedia son sciocchezze!
Francesca: Ma…e il libro, non ricordi?
I nostri sguardi…furon quelli i primordi!
Paolo: Certo il libro fu Galeotto!
Sopra le mie gambe si alzò di botto,
per la spinta ricevuta dal mio basso ventre
che lui sì, ti stregò per sempre.
Francesca: Non fu così, e te lo sai
“Amor, ch’a nullo amato amar perdona”
Paolo: fu sesso, Amor giammai
Francesca: “mi prese del costui piacer sì forte”
Paolo: le bugie si sa, han gambe corte
Francesca: “che, come vedi, ancor non m’abbandona”
Paolo: solo perché il cellulare ancor non suona…
Suona il cellulare di Paolo. Risponde.
Paolo: ciao, cara Didone!
Dici, domani alla stazione?
Non so, guardo un po’ in agenda…
Sai, tener dietro a tutte le richieste
È una seria faccenda:
ci sono un sacco di anime meste
per l’Inferno che cercano piacere
e siamo in pochi a far questo mestiere!
Francesca: ma come, cosa fai?
Paolo: Pensavo fosse chiaro, dai,
con tutte le volte che sei rimasta in cinta
mica potevo smettere di usarlo,
con me… nessuna fa finta.
Francesca: e..e io che per tutto ‘sto tempo ho continuato ad amarlo!
Paolo: beh, non sei l’unica che l’apprezza!
(tornando al cel) No Didone, alle quattro non posso,
però, se ti va bene, facciam le cinque e mezza!
Anche Cleopatra? Sei sicura?
( Francesca parla, Paolo continua al telefono)
Francesca: adesso vado a buttarmi in un fosso! Paolo: una cosa a tre? Ciò che non piace a Renato zero
Francesca: Non posso più ascoltare, io così pura! Paolo: è il sogno del mondo intero! (e chiude il telefono)
Francesca: Con due regine va, io lo credevo Mio,
io che per Lui sono andata contro Dio.
Solo sesso fu sull’ermo colle?
Paolo: beh, per sette ore…mai fu molle!
E quante altre volte ancora
Ti ho dato prova del mio impegno,
Il conte Ugolino a quest’ora
Fa dei nostri figli un pasto degno.
Francesca: anche questa sì, bella idea!
Figli del nostro sangue..
Paolo: colpa mia se sforni figli come mobili all’Ikea?
E lo stipendio langue…
Se non ci fossi io che mi do da fare…
Te sei buona solo a ragionare!
Francesca: Ragionare, dici bene tu,
intanto a casa non ti si vede più!
Paolo: Ma come possiamo permetterci dei figli
Se te insegui sol l’odor dei tigli?
Mica vengono su solo con l’aria
Anche se è divertente far baldoria.
Francesca: come diceva sempre mia zia
“Nacqui non fui per lavorare”,
non è poi mica colpa mia
se so cantare, danzare, scopar…faccende di casa fare!
Paolo: la casa…la casa sembra un porcile,
piena com’è del tuo gas volatile!
E comunque, non posso farci niente,
Destino è il Mio, di far felice la gente!
Francesca: Ma qui si parla di Regine!
Si fa a pagamento!
Paolo: Liberatemi o Divine,
da tutto ‘sto tormento!
Suona il cellulare di Paolo.
Francesca: Di nuovo una telefonata?
Quella di prima non è bastata?
Paolo: Ma com’è che oggi rompi tanto?
Venuto il ciclo come d’incanto?
Oppure questi sbalzi d’umore
Son di nuovo dovuti a notti d’amore?
Francesca: Di nuovo in cinta dici tu?
Forse ieri sera…il tiramisù….
Paolo: (risponde al telefono)
ah sei tu! Come ti butta?
Qui con Francesca siamo alla frutta.
Paolo: (a Francesca) tre ore tutte le volte…
Le probabilità son molte!
(al telefono) no, domani ho già un impegno!
Francesca: Di me non sei più degno!
Paolo: Scusa ma è meglio se ci sentiamo dopo (chiude la telefonata)
Francesca: Guarda guarda, coda di topo!
Paolo: sai una cosa? Di ‘ste rime mi sono stufato!
Francesca: Ma sentilo, nessuno ti ha obbligato!
Paolo: Mi dici per favore cosa c’è che non va?
Francesca: Non ti voglio più vedere, tutto qua!
Paolo: Che fai, continui a rimeggiare?
Francesca: O senti, non ho voglia, lascia stare!
Paolo: E che, mi stai sfottendo?
Francesca: Perché è poi così tremendo?
Paolo: Basta ti prego, per favore…
Francesca: Io per te ho patito pen d’amore…
Paolo: ma quello è solo il mio lavoro…
Lo sai che te sei il mio vero tesoro…
Francesca: Non avevi detto basta con le rime?
Paolo: Già, ma sai, conosci l’abitudine…
Francesca: ecco appunto, nella nostra relazione
Ormai da tempo manca la passione!
Paolo: da più di sei secoli stiamo insieme. non può più essere come la prima volta. è normale un calo di desiderio. per questo lo cerco nelle altre. perché si risvegli l’amore che provo ancora per te. con le altre è solo lavoro. un modo per mantenere lo stile di vita che pretendi di avere. lo faccio per te. non credere che provi qualcosa verso quelle donne. mi usano per il loro piacere e io uso il loro denaro. tutto qua.
Francesca: neppure una rima, sono sbalordita!
Paolo: e non credere che sia finita… qui!
Francesca: Bravo bravo! Bravo bravo!
Io senza rime non me la cavo!
Si vede che con le lingue ci sai fare,
ma io non riesco a dimenticare
dei nostri primi incontri l’incanto,
quando bastava uno sguardo soltanto!
Paolo: Francesca Francesca, usa la testa!
Francesca: Mi porti via il cuor, niente più festa!
Da quanto tempo è che così lavori?
Ne avrai spezzati altri, di cuori…
Paolo: all’inizio sai, i bigliettini...bastavano.
Poi mi hanno voluto anche in altri infernali gironi,
e quindi ho preso un po’ di piccioni,
che andassero da un capo all’altro dell’Inferno,
ma partiti in estate, tornavano d’inverno.
Ma davo ugualmente soddisfazione
Alle signore con tanta passione!
Per fortuna che qua non c’è fretta,
non c’è orifizio in cui non lo metta.
Poi con l’avvento del telegrafo,
che tra l’altro usavo a sbafo,
incrementai il mio giro d’affari,
per ogni volta, trenta denari!
Francesca: ma non ti senti? Hai ricominciato
A fare rime come un invasato!
Senza passione il tuo lavoro avevi detto,
ma già ti contraddici, caro ometto!
Paolo: ascolta bene, stammi a sentire,
hai chiesto una cosa, fammi finire!
Incrementai il mio giro d’affari,
per ogni volta, trenta denari!
E adesso, con aereo e cellulare,
ovunque in un attimo io posso andare,
così tante donne da soddisfare,
così tanti soldi da guadagnare!
Ma non avere paura, timore,
solo per te il mio cuore, il mio amore!
Francesca: Ah, non crederai che io penda ancora
Dalle tue labbra come a quel tempo,
Ciò che ho visto e sentito or ora
Non mi convince neppure a stento!
Paolo: E allora dimmi, cosa dovrei fare
Per poterti riconquistare?
Francesca: Se a una donna piacere vuoi
Devi ragionare col senno di poi.
Paolo: O questa è bella, cosa vuol dire?
Francesca: Prima di tutto non devi tradire!
Le tue azioni hanno conseguenze
Spesso più grandi delle parvenze.
Paolo: uffa, l’ho detto, solo lavoro
Per comprarti gioielli, o mio tesoro!
Francesca: Seconda cosa non devi mentire:
non ho anelli, neppure diamanti,
e di soldi te ne devon venire,
di appuntamenti ne hai così tanti!
Paolo: Ma Francesca, viaggio molto,
mi devo dare un tono colto,
mica posso andare così
come si fa una gita a Forlì!
Francesca: La terza cosa non sparar cazzate,
Per ora tante me ne hai menate,
per una volta sii sincero,
fa questa cosa, falla davvero.
La quarta cosa guardami in volto
Perché d’amor non ce n’è più molto,
però là in fondo c’è una speranza
che ancora purtroppo avanza!
Paolo: O vorrei tanto stare in quel bel seno
Ove rude vento trovar non mi potrà
O vorrei tanto stare in quel bel seno
Dolce esso è invero e bello già.
Francesca: Paolo, ma cosa stai dicendo,
o che diventi, poeta tremendo?
Paolo: Ma guarda come splende la luna stanotte,
si riflette nel tuo sguardo,
ma guarda come splende la luna stanotte,
e Amore non è in ritardo.
Francesca: sarà facile scordare il mio volto,
nello specchio un riflesso di te,
mi tormenta, non gli do ascolto,
poi sorrido e non so perché…
Infinite volte ho pensato di poter scordare
E mi ritrovo sempre incapace di dimenticare
Paolo: Dimentica Francesca io ti prego
Mi troverò un più decente impiego
Francesca: Ma se sei qua solo per quello!
E il primo girone è quello più bello!
Suona il cellulare di Francesca. Risponde.
Francesca: O ciao Teseo!
(a Paolo) e te non fare il babbeo!
Sì certo, io posso domani,
alle cinque e mezzo,
ci sono anche i cani?
Ah, e porti l’attrezzo?
Bene bene, lo trovo perfetto!
Paolo: No, scusa France se m’intrometto,
che è questa storia degli animali?
Francesca: Abbi pazienza, c’è uno stronzo qua,
ma ora lo mando dritto a caga’!
Paolo: Ma allora anche tu, cara Francesca,
hai la tua bella tresca!
E cosa mi vieni a rinfacciare
Se da quel Teseo ti fai scopare?
Francesca: Guarda che stai prendendo un abbaglio
Grande quanto il perforante maglio
Di Goldrake, robot siderale,
che cià pure l’alabarda spaziale!
Paolo: Sai che Actarus è il mio preferito?
Ma lui stava sempre vestito,
invece te, potrei scommettere,
che negli “orifizi” te lo fai mettere.
Francesca: Ma te sei proprio un fissato!
In testa non hai che quello,
e pensare che io ti ho amato
e mi sembravi poi così bello!
Paolo: Ti ricordo che fino a poco fa
Ero per te la tua altra metà,
non fosse stata la telefonata
sempre da me saresti tornata!
Francesca: Ma che credevi, o bel demente,
che io non sapessi proprio di niente?
Sono una donna, e lussuriosa,
pensa da te quanto sono curiosa.
Credevi forse che i tuoi spostamenti
Sembrassero così innocenti?
Paolo: Ma come, io sono stato attento
A prendere ogni appuntamento.
A parte oggi, una disattenzione,
che però sta costando un milione!
Francesca: Ma dai, chi vuoi prendere in giro?
Sei sempre stato un po’ piro.
Paolo: Questo lo dici te,
lascia che pensi io…a me!
E ancora niente hai detto di Teseo,
a parte che fa rima con babbeo!
E poi degli animali…
Sono cani, oppur maiali?
Francesca: Meno male non sono tutti uguali a te,
scemo sei sì, e per tre!
Teseo è un vecchio caro amico
e anche un bel fico,
per un regalo consiglio mi ha chiesto,
mi si è presentato tutto mesto,
non sapeva cosa fare ad Arianna
Paolo: E te gl’hai fatto assaggiare la tua panna?
Francesca: No, gli ho detto solo che è “animalista”,
la sua ragazza ha delle preferenze..
Paolo: Ma non mi dire, ambientalista?
Come te, che coincidenze…
Francesca: Lui non sapeva, non l’aveva mai vista,
con cani, ma io sì, coincidenze
Paolo: Appunto, come ho detto io
Anche tu fai un bel lavorio
Francesca: Ma com’è difficile farti ragionare…
Solo un cucciolo, da regalare!
Paolo: E allora, questa chiamata?
Per cosa Diavolo è stata?
Francesca: E sai, lui, non sapeva scegliere,
e così mi vuol far vedere
tutti quelli che ha trovato
per il labirinto in cui è tornato!
Paolo: Ma non mi dire, è quello di Cnosso?
E il Minotauro, finì in un fosso?
Francesca: Certo non sai neppure un po’ di storia,
sempre difetto, ti ha fatto la memoria!
Paolo: Non ti ha colpito la mia cultura allora,
ma fu il marsupio, come direbber ora,
che stava su, bene in evidenza,
e tu non volesti fare senza!
Francesca: Ricordo, hai ragione, e con sgomento,
Il motivo di tutto ‘sto tormento,
Per una debolezza in primavera
Sono finita dove nessu