Un po' apolide...

"ovattato...come in sordina..." op.cit.

Chi sono

Blogger: unpoapolide

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
12/05/2008

the sun also rises.
giusto per legare con l'altro post.

lascio una poesia di un autore.

never seek to tell thy love

never seek to tell thy love,
love that never told can be;
for the gentle winds does move
silently, invisibly.

i told my love, i told my love,
i told her all my heart;
trembling, cold, in ghastly fears,
ah! she doth apart.

soon as she was gone from me,
a traveller came by,
silently, invisibly:
he took her with a sigh.

william blake (circa 1793)

p.s. c'è una poesia di leonard cohen, che parla di un tizio cui basta pronunciare il suo nome, e le donne cadono ai suoi piedi. la sua voce.
p.p.s. "thy" è forma arcaica di your, "doth" di does. almeno, credo e spero.

ora una cosa che non c'entra niente.
ovvero la cosa successiva alla cosa lasciata nel post precedente. lì c'era un tipo con tot sigarette. qui c'è un tipo sempre alle prese con sigarette.

NO PERCHÈ POI UNO PENSA CHE SIA TUTTO FACILE


No perché poi uno pensa che sia tutto facile, fra un caffè e una sigaretta, ma ne vogliamo parlare? Dico, ne vogliamo veramente parlare? Mettendo un bell’accento su quel veramente? Perché qui sembra che tutto sia proprio così: facile! Facile una sega, direbbe qualcuno. Facile un cazzo, direbbe un altro. E magari anche Facile una fia, così, per non essere scorretti nei confronti del gentil sesso. E che fa la luna stasera? Ma ha mai fatto qualcosa? Cioè, se ne sta lì, a farsi trainare da forze gravitazionali ellittiche o che. E poi uno pensa che sia tutto facile, boia d’un de. E invece no! Proprio per niente. E allora dico: ne vogliamo parlare? Proprio di quello, sì. E non è la solita disquisizione pseudopolitica, o la solita presa di corna, e neppure discussione intellettualfilosoficheggiante a cui ci hanno abituato certi tipi della tv tra veline e regioni, e neanche indagine nella città ctonia del malessere individuale (oggi che non esiste l’individuo che come protesi dell’altro da sé, già), e figuriamoci se potrebbe essere una facile battuta da mente globalizzata sulla corruzione di tizio e/o caio e/o sempronio, o anche solo una dislessia fulminante di quelle che ti prendono dopo notte a cannonate e la bocca che sembra staccata da tutto il resto e attaccata solo tra sé con le parole che non riescono a uscire bloccate dal fumo mentre i pensieri veleggiano grazie a quello ma ne farebbero anche a meno, o se uno volesse cadere nella banalità (ma qui non ci sta nessuno che vuole caderci) proprio lì. Punto. Rimarco. Punto. Ancora. Finalmente, spero di trovarvi disponibile perché lo ammetto da solo prima che lo ammettiate anche voi che la questione è importante e fondamentale e uno nessuno e centomila siete invitati a partecipare come potete a questa cosa qua che è una domanda che mi sto facendo da un po’ e sono ancora indeciso e il cuore mi batte più forte proprio perché sono indeciso e non so cosa fare adesso che la questione si è proposta a me in tali inaspettate vesti che non riesco, proprio non riesco a decidere e le possibilità son quelle o forse di più non lo so e la testa mi scoppia anche se forse potrà essere un’implosione piuttosto ma non lo so. Woof. Respiro. Allora credo ormai che la dovrei tirare in breve. È che davvero mi sembra che poi possiate pensare che uno possa pensare che sia tutto facile, e allora mi verrebbe da chiedervi se ne vogliamo veramente parlare, mettendo un accento su quel veramente perché qui, a sentire i discorsi intorno, sembra che sia tutto facile, e invece no, invece no!, vi ripeto. E allora eccolo, e io ve lo dirò, oh sì, ve lo dirò, perché sono bloccato qui, e non riesco a muovermi neanche per un centimetro una parte, neppure piccola, del mio corpo magro consumato ormai dagli occhi scavati dal tempo di queste nuvole grige come il trapano che non è attaccato alla corrente, eccolo sì, il problema che attanaglia come una tenaglia le sinapsi neuronali e a volte anche le taglia: e io sono qui a questo bar seduto fuori ormai da un’ora con un pacchetto di sigarette confezionate perfette sul tavolino plasticoso blu davanti a destra mentre a sinistra ci sta il tabacco i filtri le cartine per una rollata perfetta e in tasca l’accendino e quindi, ecco la questione: no perché poi uno pensa che sia tutto facile, fra un caffè e una sigaretta, ma ne vogliamo parlare?

Dico: scegliere quale sigaretta?

postato da: unpoapolide alle ore 20:00 | link | commenti (4)
categorie: racconti, letteratura, tempo, pelle, lettura, blake, cohen, frammenti/assenze

Commenti
#1   15 Maggio 2008 - 09:09
 
Sai una cosa? Mi ricordi tantissimo me stessa quando attacco a scrivere e sono arrabbiata con il mondo e con me stessa... la poesia è stupenda, grazie per averla postata, davvero. A presto apolide a metà, niente è facile, nemmeno scegliere una sigaretta dal pacchetto. O una carta dal mazzo. O un nome da dare ad un animale. Ciao. :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MaggieTheFlower

#2   15 Maggio 2008 - 13:13
 
Madonna quanto vorrei una sigaretta...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente galloz

#3   16 Maggio 2008 - 20:45
 
mi trovi d'accordo con quanto hai scritto nel commento. Vedi, oltre a farmi diventare triste quel blog mi ha fatto riflettere a me ed al mio miracolo.. inoltre quei post erano scritti davvero, ma davvero bene.. sembrava di essere in mezzo ad American Psycho, lo stile era quello per farti capire.. :) L'hai letto? Io sì, ed è scritto benissimo, anche se in più di un occasione mi ha raccapricciato.. e proprio perchè è stato scritto bene ha suscitato in me un sentimento forte come il disgusto in certe scene. Se fosse stato scritto con minore intensità o bravura, probabilmente mi avrebbe fatto provare disgusto sì, ma solo per lo scrittore.. ;) Allo stesso modo quel blog. Proprio perchè era scritto bene, secondo me, ha avuto questo effetto forte su di me. Non so se mi sono spiegata bene, ma, come dici tu, è venerdì sera.. :D A presto apolide a metà, scegli bene la sigaretta. :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MaggieTheFlower

#4   28 Maggio 2008 - 12:33
 
e chissà di chi sarà quel sospiro alla fine della poesia di blake. ciao, gub.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente linguaccia

Commenti