Un po' apolide...

"ovattato...come in sordina..." op.cit.

Chi sono

Blogger: unpoapolide

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
25/01/2008

Oggi esce questo libro:



e io sono contento.
QUI
il blog dell'autore,
QUI
il sito dell'editore per il web (e-book), e
QUI
il sito dell'editore cartaceo.
In bocca al lupo a Demetrio!! (e ai Vibrisselibrai...)
postato da: unpoapolide alle ore 09:29 | link | commenti (7)
categorie: italia, letteratura, silenzi, tempo, lettura, dubbi, fine, vocii, paolin
24/01/2008

In attesa di domani, ché domani esce un gran libro, tenetevi forte, ecco qua il mesto dirvi che, nello stesso sito del precedente post, trovate un altro libro (da leggere, mi verrebbe voglia di dire...) da leggere (l'ho detto, ecco) perché in somma, tanto vale far qualcosa mentre si tergiversa su altri impegni, no?
Dunque dicevo, ecco, sguarducciate pure
QUI
merita il libro, eh. non altro.
E tutto qua. e niente altro.
Invece no. C'è dell'altro. Sa di buono, quella storia.
postato da: unpoapolide alle ore 14:35 | link | commenti (1)
categorie: italia, letteratura, tempo, lettura, odori, vocii
21/01/2008

Bene. Ho scritto una cosa su di un libro, la cosa che ho scritto non è eccezionale, ma il libro merita, soprattutto se vi piacciono le storie e i narratori, e le strade ed i treni, visto che qui ce n'è in abbondanza.
Un on the road prima di Kerouac. Per dire. Pare che a Burroughs, W, sia piaciuto. Sempre per dire, eh.
Così vi segnalo due pezzi,
il mio:
QUI
e quello di un amico, sempre stesso sito, ma:
QUI
il suo scritto meglio e più preciso, eh, ma io mica potevo ripetere le sue stesse identiche cose!! (diciamo così per salvare la faccia )

Nei prossimi giorni, altre segnalazioni seguiranno.
Credo. Se ne ho voglia. E tempo. Ma soprattutto voglia. Poi anche tempo.
Voglia.

(e oggi una persona che non sentivo da tempo si è fatta viva. e sta bene e tutto. e quindi sono contento. non c'entra niente col resto, ma chissene)
postato da: unpoapolide alle ore 10:41 | link | commenti (5)
categorie: donne, letteratura, usa , dubbi, vocii
14/01/2008

03/II/2008

Oggi ho comprato il biglietto per quella data. Quella lì, sopra. Lo so. Lo so che ci sono argomenti ben più pregnanti, che toccano di più, che sono più attuali, più grandi ed importanti di quello che accadrà in quella data, e del fatto che io oggi ho comprato il biglietto.
Ma.
Certo, ognuno ha le sue. Per me, loro, sono semplicemente stati me stesso, per un po' di tempo. Erano me stesso quando ero felice, al settimo cielo ed oltre, o quando sprofondavo sottoterra, pericolosamente vicino al nucleo terrestre, ed erano ancora me stesso quando mi incazzavo, contro me e contro il resto del mondo e contro chiunque passasse di lì in quel momento, erano me quando ero dolce e coccoloso, erano me quando sputavo sulla vita e l'amore, erano, sì, sempre me, quando cantavo a squarciagola in una stanza, dove fossi poco importava, con chi fossi, tanto era lo stesso, e chiudevo gli occhi e sbattevo la testa, erano ancora me quando rimanevo a casa e non andavo a scuola, o quando andavo da qualche altra parte, erano me quando quel tiro da terra entrò, erano me quando detti una spinta di nulle conseguenze, ma lo feci, alla persona cui non dovevo, erano me ogni volta che mi sono tirato indietro di fronte alle più imprevedibili stupidaggini, od alle cose importanti, ed erano me anche quelle poche volte in cui sono andato oltre, certe stupidaggini, od a cose importanti, erano me quando sul porto ho dato e ricevuto il primo bacio, ed erano me quando ho capito che non c'era un senso a niente, neppure al voler farla finita, ed allora tanto valeva, erano me quando, nonostante quello che ho scritto un secondo fa, ogni istante poteva essere quello giusto, ed erano me (e c'erano anche altri che non sto qui a ricordare) quando a quell'istante ho detto un sonorissimo vaffanculo, erano me quando ho visto posti bellissimi con persone a cui tenevo, ed erano me in posti tristissimi, ma con persone a cui tenevo ed era questo l'importante, erano me quando ero un ameba, un vegetale, erano me quando correvo e mi divertivo e sorridevo e giocavo a tutto per sentirmi vivo, erano me quando mi fermavo al negozio di dischi nel sottopassaggio della stazione o in libreria, ed erano me quando ne uscivo con un loro cd o il libro con tutte le loro canzoni, erano me mentre li traducevo un po' alla meno peggio io che son stato rimandato a settembre a inglese, ed erano me ogni volta che il mio cuore batteva per qualcosa, e per qualcuno, erano me.
Così, capite che sì, lo so, è solo un biglietto.
Ma.
postato da: unpoapolide alle ore 20:25 | link | commenti (16)
categorie: canzoni, smashing pumpkins, ciao