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28/09/2007

Ora, io dico.
Meno male che non ho comprato Nuovi Argomenti mercoledì quando l'ho visto, accarezzato, sfogliato, leggiucchiato in libreria. (oddio, proprio meno male no, però)
Fatto sta che vedo giusto ora, sul sito di Bombasicilia (ciao vecchi compagni), che il Demetrio Paolin che dicevo pochi giorni fa, che Genna ha letto etc, ecco.
Che il Demetrio Paolin lascia anche su Nazione Indiana, oltre che su Nuovi Argomenti, il suo saggio su Levi.
Non contento, su Bombasicilia si trova anche l'incipit del suo romanzo (quello che Genna definiva con parole tipo "necessario", "fondamentale", e via dicendo. bazzecole, in somma).

In bocca al lupo, d.

p.s. ho sbagliato: uno dei suoi saggi su Levi. un altro, si trova nel numero 9 della rivista Bombasicilia, qui. visto che ci siete, scaricate e leggetevi i vari numeri, che non fa male, eh. che poi, poffarbacco e venere e tabacco!
postato da: unpoapolide alle ore 17:23 | link | commenti (3)
categorie: italia, letteratura, silenzi, tempo, dubbi, vocii, paolin
25/09/2007

sono chiuso sono un sasso
non è un mantra
sono chiuso sono un sasso
è come sono
sono chiuso sono un sasso
in balia di tutto rimango inalterato
ieri ieri l'altro e il giorno prima
oggi domani e il giorno appresso
non è che non cambio
è che nessuno ci fa caso
sono chiuso sono un sasso
solo l'inumano mi tocca
l'umano mi raccatta
se piatto e liscio mi lancia
a creare vibrazioni acquee
sono chiuso sono un sasso
in balia di tutto rimango inalterato
solo l'inumano mi tocca
l'umano mi raccatta.

postato da: unpoapolide alle ore 16:14 | link | commenti (3)
categorie: sport, silenzi, tempo, gioco, pelle, odori, dubbi, vocii
22/09/2007

Una vecchia cosa, un po' lunghetta ma pazienza. Ha delle cadute non indifferenti in certi punti, ma pazienza. AHAHAHAHAHAH!!!!

PAOLO E FRANCESCA

È lo primo girone dell’Inferno che vassi a presentare,

nella spirale della Lussuria sono sconvolti Paolo e Francesca,

che adesso la loro storia vengono a raccontare,

a noi che l’abbiam presi come pesci a pesca.


Voci fuori scena.

Francesca: Ohibò, qualcuno chiama da laggiù!

Paolo: Ma chi sarà a sfidare l’aere infernale?

Francesca: Ah non lo so, ma non ne posso più!

Tutti ‘sti colpi, la schiena mi fa male!

Paolo:Andiamo allora, è tempo di migrare!

Francesca: Rifletti Amor, se fosse Dante…

Paolo:Quel bellimbusto non mi lasciò parlare!

Andiamo andiamo, se è, gliene do tante!


Entrano Paolo e Francesca, cadono l’uno sull’altra. Al buio.

Francesca: O caro, son caduta su una pietra!

Paolo:No cara, anche se qui non vedo niente,

stai pur sicura che quella non è pietra,

puoi chiedere a Didone, lei non mente!


Si rialzano. Luce.

Francesca: Ma come, siamo agli Inferi e tradisci?

Paolo:Lussuria per Lussuria tanto vale,

quel che inizi in vita, qui finisci.

Francesca: Io sommo tutto, e poi finisce male!

Paolo:Morti già siam, cos’altro c’è da fare?

Francesca: Quaggiù cianno chiamato, non ricordi?

Paolo:Ah sì, li vedo. Noi qui a raccontare,

e loro lì, di sotto e pure sordi.

Francesca: Suvvia, non stare a lamentarti caro,

non mangi mai, ma prendi l’amaro?

Paolo:Ehò Francesca, cosa vuoi che dica?

Più di un carro di buoi tira un pel di…

Francesca: oh! Cotali sconcezze non mi far sentire,

lo sai, ne potrei morire!

Paolo: Sentire non le puoi,

ma fare sì le vuoi!

Di prima mi ricordo,

le tue grida le sente pure un sordo!

Francesca: ma a questi gentil signori non interessa, vero?

Voglion sentire la nostra storia, spero…

Paolo: eh no! No! Io dico invece che vogliono sapere

quanto ti faccio e ti ho fatto godere!

È giusta la lor curiosità,

sennò per cosa noi staremmo qua?

Mica siamo finiti all’Inferno per innocenti carezze…

Lo sanno tutti, che quelle della Commedia son sciocchezze!

Francesca: Ma…e il libro, non ricordi?

I nostri sguardi…furon quelli i primordi!

Paolo: Certo il libro fu Galeotto!

Sopra le mie gambe si alzò di botto,

per la spinta ricevuta dal mio basso ventre

che lui sì, ti stregò per sempre.

Francesca: Non fu così, e te lo sai

Amor, ch’a nullo amato amar perdona”

Paolo: fu sesso, Amor giammai

Francesca: “mi prese del costui piacer sì forte”

Paolo: le bugie si sa, han gambe corte

Francesca: “che, come vedi, ancor non m’abbandona”

Paolo: solo perché il cellulare ancor non suona…


Suona il cellulare di Paolo. Risponde.


Paolo: ciao, cara Didone!

Dici, domani alla stazione?

Non so, guardo un po’ in agenda…

Sai, tener dietro a tutte le richieste

È una seria faccenda:

ci sono un sacco di anime meste

per l’Inferno che cercano piacere

e siamo in pochi a far questo mestiere!

Francesca: ma come, cosa fai?

Paolo: Pensavo fosse chiaro, dai,

con tutte le volte che sei rimasta in cinta

mica potevo smettere di usarlo,

con me… nessuna fa finta.

Francesca: e..e io che per tutto ‘sto tempo ho continuato ad amarlo!

Paolo: beh, non sei l’unica che l’apprezza!

(tornando al cel) No Didone, alle quattro non posso,

però, se ti va bene, facciam le cinque e mezza!

Anche Cleopatra? Sei sicura?

( Francesca parla, Paolo continua al telefono)

Francesca: adesso vado a buttarmi in un fosso! Paolo: una cosa a tre? Ciò che non piace a Renato zero

Francesca: Non posso più ascoltare, io così pura! Paolo: è il sogno del mondo intero! (e chiude il telefono)

Francesca: Con due regine va, io lo credevo Mio,

io che per Lui sono andata contro Dio.

Solo sesso fu sull’ermo colle?

Paolo: beh, per sette ore…mai fu molle!

E quante altre volte ancora

Ti ho dato prova del mio impegno,

Il conte Ugolino a quest’ora

Fa dei nostri figli un pasto degno.

Francesca: anche questa sì, bella idea!

Figli del nostro sangue..

Paolo: colpa mia se sforni figli come mobili all’Ikea?

E lo stipendio langue…

Se non ci fossi io che mi do da fare…

Te sei buona solo a ragionare!

Francesca: Ragionare, dici bene tu,

intanto a casa non ti si vede più!

Paolo: Ma come possiamo permetterci dei figli

Se te insegui sol l’odor dei tigli?

Mica vengono su solo con l’aria

Anche se è divertente far baldoria.

Francesca: come diceva sempre mia zia

Nacqui non fui per lavorare”,

non è poi mica colpa mia

se so cantare, danzare, scoparfaccende di casa fare!

Paolo: la casa…la casa sembra un porcile,

piena com’è del tuo gas volatile!

E comunque, non posso farci niente,

Destino è il Mio, di far felice la gente!

Francesca: Ma qui si parla di Regine!

Si fa a pagamento!

Paolo: Liberatemi o Divine,

da tutto ‘sto tormento!


Suona il cellulare di Paolo.


Francesca: Di nuovo una telefonata?

Quella di prima non è bastata?

Paolo: Ma com’è che oggi rompi tanto?

Venuto il ciclo come d’incanto?

Oppure questi sbalzi d’umore

Son di nuovo dovuti a notti d’amore?

Francesca: Di nuovo in cinta dici tu?

Forse ieri sera…il tiramisù….

Paolo: (risponde al telefono)

ah sei tu! Come ti butta?

Qui con Francesca siamo alla frutta.

Paolo: (a Francesca) tre ore tutte le volte…

Le probabilità son molte!

(al telefono) no, domani ho già un impegno!

Francesca: Di me non sei più degno!

Paolo: Scusa ma è meglio se ci sentiamo dopo (chiude la telefonata)

Francesca: Guarda guarda, coda di topo!

Paolo: sai una cosa? Di ‘ste rime mi sono stufato!

Francesca: Ma sentilo, nessuno ti ha obbligato!

Paolo: Mi dici per favore cosa c’è che non va?

Francesca: Non ti voglio più vedere, tutto qua!

Paolo: Che fai, continui a rimeggiare?

Francesca: O senti, non ho voglia, lascia stare!

Paolo: E che, mi stai sfottendo?

Francesca: Perché è poi così tremendo?

Paolo: Basta ti prego, per favore…

Francesca: Io per te ho patito pen d’amore…

Paolo: ma quello è solo il mio lavoro…

Lo sai che te sei il mio vero tesoro…

Francesca: Non avevi detto basta con le rime?

Paolo: Già, ma sai, conosci l’abitudine…

Francesca: ecco appunto, nella nostra relazione

Ormai da tempo manca la passione!

Paolo: da più di sei secoli stiamo insieme. non può più essere come la prima volta. è normale un calo di desiderio. per questo lo cerco nelle altre. perché si risvegli l’amore che provo ancora per te. con le altre è solo lavoro. un modo per mantenere lo stile di vita che pretendi di avere. lo faccio per te. non credere che provi qualcosa verso quelle donne. mi usano per il loro piacere e io uso il loro denaro. tutto qua.

Francesca: neppure una rima, sono sbalordita!

Paolo: e non credere che sia finita… qui!

Francesca: Bravo bravo! Bravo bravo!

Io senza rime non me la cavo!

Si vede che con le lingue ci sai fare,

ma io non riesco a dimenticare

dei nostri primi incontri l’incanto,

quando bastava uno sguardo soltanto!

Paolo: Francesca Francesca, usa la testa!

Francesca: Mi porti via il cuor, niente più festa!

Da quanto tempo è che così lavori?

Ne avrai spezzati altri, di cuori…

Paolo: all’inizio sai, i bigliettini...bastavano.

Poi mi hanno voluto anche in altri infernali gironi,

e quindi ho preso un po’ di piccioni,

che andassero da un capo all’altro dell’Inferno,

ma partiti in estate, tornavano d’inverno.

Ma davo ugualmente soddisfazione

Alle signore con tanta passione!

Per fortuna che qua non c’è fretta,

non c’è orifizio in cui non lo metta.

Poi con l’avvento del telegrafo,

che tra l’altro usavo a sbafo,

incrementai il mio giro d’affari,

per ogni volta, trenta denari!

Francesca: ma non ti senti? Hai ricominciato

A fare rime come un invasato!

Senza passione il tuo lavoro avevi detto,

ma già ti contraddici, caro ometto!

Paolo: ascolta bene, stammi a sentire,

hai chiesto una cosa, fammi finire!

Incrementai il mio giro d’affari,

per ogni volta, trenta denari!

E adesso, con aereo e cellulare,

ovunque in un attimo io posso andare,

così tante donne da soddisfare,

così tanti soldi da guadagnare!

Ma non avere paura, timore,

solo per te il mio cuore, il mio amore!

Francesca: Ah, non crederai che io penda ancora

Dalle tue labbra come a quel tempo,

Ciò che ho visto e sentito or ora

Non mi convince neppure a stento!

Paolo: E allora dimmi, cosa dovrei fare

Per poterti riconquistare?

Francesca: Se a una donna piacere vuoi

Devi ragionare col senno di poi.

Paolo: O questa è bella, cosa vuol dire?

Francesca: Prima di tutto non devi tradire!

Le tue azioni hanno conseguenze

Spesso più grandi delle parvenze.

Paolo: uffa, l’ho detto, solo lavoro

Per comprarti gioielli, o mio tesoro!

Francesca: Seconda cosa non devi mentire:

non ho anelli, neppure diamanti,

e di soldi te ne devon venire,

di appuntamenti ne hai così tanti!

Paolo: Ma Francesca, viaggio molto,

mi devo dare un tono colto,

mica posso andare così

come si fa una gita a Forlì!

Francesca: La terza cosa non sparar cazzate,

Per ora tante me ne hai menate,

per una volta sii sincero,

fa questa cosa, falla davvero.

La quarta cosa guardami in volto

Perché d’amor non ce n’è più molto,

però là in fondo c’è una speranza

che ancora purtroppo avanza!

Paolo: O vorrei tanto stare in quel bel seno

Ove rude vento trovar non mi potrà

O vorrei tanto stare in quel bel seno

Dolce esso è invero e bello già.

Francesca: Paolo, ma cosa stai dicendo,

o che diventi, poeta tremendo?

Paolo: Ma guarda come splende la luna stanotte,

si riflette nel tuo sguardo,

ma guarda come splende la luna stanotte,

e Amore non è in ritardo.

Francesca: sarà facile scordare il mio volto,

nello specchio un riflesso di te,

mi tormenta, non gli do ascolto,

poi sorrido e non so perché…

Infinite volte ho pensato di poter scordare

E mi ritrovo sempre incapace di dimenticare

Paolo: Dimentica Francesca io ti prego

Mi troverò un più decente impiego

Francesca: Ma se sei qua solo per quello!

E il primo girone è quello più bello!


Suona il cellulare di Francesca. Risponde.

Francesca: O ciao Teseo!

(a Paolo) e te non fare il babbeo!

Sì certo, io posso domani,

alle cinque e mezzo,

ci sono anche i cani?

Ah, e porti l’attrezzo?

Bene bene, lo trovo perfetto!

Paolo: No, scusa France se m’intrometto,

che è questa storia degli animali?

Francesca: Abbi pazienza, c’è uno stronzo qua,

ma ora lo mando dritto a caga’!

Paolo: Ma allora anche tu, cara Francesca,

hai la tua bella tresca!

E cosa mi vieni a rinfacciare

Se da quel Teseo ti fai scopare?

Francesca: Guarda che stai prendendo un abbaglio

Grande quanto il perforante maglio

Di Goldrake, robot siderale,

che cià pure l’alabarda spaziale!

Paolo: Sai che Actarus è il mio preferito?

Ma lui stava sempre vestito,

invece te, potrei scommettere,

che negli “orifizi” te lo fai mettere.

Francesca: Ma te sei proprio un fissato!

In testa non hai che quello,

e pensare che io ti ho amato

e mi sembravi poi così bello!

Paolo: Ti ricordo che fino a poco fa

Ero per te la tua altra metà,

non fosse stata la telefonata

sempre da me saresti tornata!

Francesca: Ma che credevi, o bel demente,

che io non sapessi proprio di niente?

Sono una donna, e lussuriosa,

pensa da te quanto sono curiosa.

Credevi forse che i tuoi spostamenti

Sembrassero così innocenti?

Paolo: Ma come, io sono stato attento

A prendere ogni appuntamento.

A parte oggi, una disattenzione,

che però sta costando un milione!

Francesca: Ma dai, chi vuoi prendere in giro?

Sei sempre stato un po’ piro.

Paolo: Questo lo dici te,

lascia che pensi io…a me!

E ancora niente hai detto di Teseo,

a parte che fa rima con babbeo!

E poi degli animali…

Sono cani, oppur maiali?

Francesca: Meno male non sono tutti uguali a te,

scemo sei sì, e per tre!

Teseo è un vecchio caro amico

e anche un bel fico,

per un regalo consiglio mi ha chiesto,

mi si è presentato tutto mesto,

non sapeva cosa fare ad Arianna

Paolo: E te gl’hai fatto assaggiare la tua panna?

Francesca: No, gli ho detto solo che è “animalista”,

la sua ragazza ha delle preferenze..

Paolo: Ma non mi dire, ambientalista?

Come te, che coincidenze…

Francesca: Lui non sapeva, non l’aveva mai vista,

con cani, ma io sì, coincidenze

Paolo: Appunto, come ho detto io

Anche tu fai un bel lavorio

Francesca: Ma com’è difficile farti ragionare…

Solo un cucciolo, da regalare!

Paolo: E allora, questa chiamata?

Per cosa Diavolo è stata?

Francesca: E sai, lui, non sapeva scegliere,

e così mi vuol far vedere

tutti quelli che ha trovato

per il labirinto in cui è tornato!

Paolo: Ma non mi dire, è quello di Cnosso?

E il Minotauro, finì in un fosso?

Francesca: Certo non sai neppure un po’ di storia,

sempre difetto, ti ha fatto la memoria!

Paolo: Non ti ha colpito la mia cultura allora,

ma fu il marsupio, come direbber ora,

che stava su, bene in evidenza,

e tu non volesti fare senza!

Francesca: Ricordo, hai ragione, e con sgomento,

Il motivo di tutto ‘sto tormento,

Per una debolezza in primavera

Sono finita dove nessuno spera

Ma adesso basta, vieni vicino a me,

abbracciami, ho bisogno di te!

Paolo: Beh, mai vista l’ho così lunatica,

però dirò, ci sono abituato,

questo casino e poi niente…fi...,

la dà a ‘sto povero sfrontato!

Francesca: e ci credo, dopo ho da lavorare

E non ho voglia di starmi a stancare

Anche perché il mio bel Teseo…

Quanto è meglio di questo babbeo!


Abbracciati escono.


Tutto è bene quel che finisce in pene,

e pene d’amor ne abbiamo viste tante,

ma questa le batte tutte quante,

e infine pene fa solo del bene.


postato da: unpoapolide alle ore 10:00 | link | commenti (6)
categorie: francesca, dante, paolo
21/09/2007

4 cose tra loro legate.

sono voci sussurri bisbigli sfioramenti
dilaniano dall'interno tanti piccoli denti
organi muscoli ossa sangue
le dita li accompagnano e seguono
ed è una nebbia vorticosa che langue
dentro, non consola che sia un dono
dicono, che divora e sbrana lento
se in pasto ha parole d'inchiostro
o elettriche e prende, sento
che cresce e per fermare il nastro
di queste voci sussurri bisbigli e sfioramenti
dovrei fare tutti contenti
nel controllo di.


non c'è sogno né sonno nel riposo
la mattina è già stanca di una notte sdraiato
con le ciglia a nascondere un nero
che assorbe di vita geloso goloso
di dita sul tasto sempre più insudiciato
sempre più consumato ma intero.

non c'è riposo né sonno nel sogno
la notte fradicia di un giorno seduto
con pupille che svelano un bianco
indistinto da tela di ragno
tessuta in un anfratto oscuro creduto
illusorio contatto di stanco.

non c'è sogno né riposo nel sonno
ogni notte ogni giorno ogni respiro
un truciolo spazzato d'umano.



l'essere elettrico si dipana in impulsi
trasmessi ricevuti codice binario gliommero
microcampi magnetici arati in etere
e nessuno che affermi che l'invero
si è realizzato in una fase in itinere
e siamo dal reale e dal vero avulsi
cristalli spenti dell'essere elettrico.


mi sono seduto ed ho aspettato
in circonvoluzioni libere di parole
che il tempo mi parlasse di me stesso
delle mie disabilità perpetue
tramite emanazioni di silicio brevettato
come un dna a forma di nuvole.

mi sono seduto e chiesto se nel sesso
complementare di due esseri umani
ci fosse la risposta al dolore del sangue
cartina politico-geografica dell'umanità
che si compenetra ed elimina i confini
dei confini.

è il disagio di non sentire se
stesso che fuori scena fuori
gioco fuori campo fuori
in un aldilà da tutto
mentre il tempo.
postato da: unpoapolide alle ore 14:27 | link | commenti (2)
categorie: racconti, silenzi, tempo, pelle, odori, ciao, fine, vocii
19/09/2007

Io dico che non c'è niente di più bello di sentire certe parole, spese per la scrittura di un amico (spero non se l'abbia a male se lo considero tale;-) - sì vabbè, male-tale, a 'sti giorni le rime mi perseguitano.

comunque, leggete

QUA

(Qui e Quo son andati a trovare Nonna Papera;-)

p.s. nel caso, sostituire alla parola "amico", persona che stimo (a cui seguirebbero mille altri vocaboli del genere che terrò vigorosamente per me al fine di non tediarvi oltre e trattenervi oltre il lecito, oh genti passanti da)
18/09/2007

Dunque, grazie a... dovrei dire 8 cose de moi inconfessabili. ma direi anche sconfessabili, ecco.

1) da qualche tempo porto i baffi (ed è una cosa inconfessabile? beh. fate voi;-)
2) sono d'accordo con l'Ariosto quando dice:

Quindi avvien che tra principi e signori
patti e convenzion sono sì frali.
Fan lega oggi re, papi e imperatori;
domani son nimici capitali:
perché, qual l'apparenze esteriori,
non hanno i cor, non han gli animi tali;
ché non mirando al torto più ch'al dritto,
attendon solamente al lor profitto.

e non è consolante che l'abbia scritto circa 5 secoli or sono.
3) ndr sta per il mio nome, nel caso qualcuno non l'avesse capito
4) non sono capace di suonare alcuno strumento
5) preferisco le città, ai cittadini (preferisco l'italia, agli italiani)
6) non è che non mi piaccia la politica, anzi, solo che trovo che oggi in questo paese non si faccia politica, ma politichese, da parte di politicanti, e non politici. e questo mi fa schifo.
7) ho un rapporto conflittuale con il telefono cellulare, mi fa comodo, e gli sms utilissimi, ma ho difficoltà con le telefonate, e vorrei che mi telefonassero solo le persone che voglio (e non anche quelle che non voglio, ahahaahahah!!!) e possibilmente avvertissero prima, in modo da prepararmi.
8) credo che.

ovvio, tutte cose s-confessabili. ggghhhhh!!!!
e sarò buono, non incatenerò niunaltro (anche perché dovrei andare a cercare chi non l'ha giàmmai fatto, questo, e non mi fa molta voglia. ho da fare)

bòna.
(prossimamente tirerò fuori qualcosaltro di porno. vedo che le visite schizzano, ahahah!!! idiota!)
12/09/2007

Germania - Italia 67-58

Ne vogliamo parlare? Meglio, ne vorrei parlare.
Ho cominciato a guardare la partita dal secondo quarto. Nel secondo quarto, l'Italia ha fatto...una miseria di punti, meno di 10. Gli altri, 15. All'intervallo, siamo in parità: 27-27.
A noi, non entra un tiro. Ma oltre a non entrare un tiro, non si vede un'azione che si possa chiamare azione. Dall'altra parte, ogni tanto, fanno qualche azione.
Comincia il secondo tempo.
E continua. Solo che loro fanno delle azioni, e noi no. Un passaggio di Bargnani per Marconato (nell'ultimo quarto) mi sembra l'unica azione italiana della partita.
Ora, in difesa, non abbiamo rimbalzisti. Che non si abbiano in attacco, ok. Ma, in difesa???
Il commentatore ha detto che si è perso perché bisognava anticipare Nowitzki, e non si è fatto. La partita, si è persa nel secondo quarto, a parer mio.
Su Bargnani. Non gli entra un tiro. Ma secondo me non ha giocato male. Io credo che non abbia ancora capito cosa gli veniva chiesto di fare. E, onestamente, boh.
Doveva tirare da tre. Doveva entrare più spesso. Doveva anticipare Nowitzki. Doveva prendere più rimbalzi. Doveva fare più punti. Doveva passare meglio. A sentire i commenti, avrebbe dovuto giocare da solo, fare coast to coast e schiacciare sempre alla fine. Nonostante questo, ha messo una tripla che ci ha portati a -2 a pochissimi minuti dalla fine, subito salutata come "il canestro più importante della partita". Un peccato che subito dopo si concedevano tiri da tre liberissimi come in allenamento ai tedeschi. Colpa di Bargnani che non anticipa e blocca con la dovuta cattiveria. (nota: ad un certo punto è stato detto: ho visto andare Bargnani su un blocco con cattiveria, finalmente!!! e vabbè) Non entra, neppure, con la dovuta cattiveria.
Ora, alla fine, che abbia nelle mani molto più di quel che ha fatto vedere, ok. Su questo siamo d'accordo. Ma sembra quasi che sia il capro espiatorio per ogni cosa che va male dell'Italia, e questo non va bene.
Su Belinelli. Grande. Gli sono entrati dei gran canestri. Si è infortunato, è uscito, è rientrato, ed ha fatto più di 20 punti. L'NBA lo farà crescere ancora.
Non c'è molto altro da dire, sul giocatore migliore dell'Italia.
Su Gigli, anche lui, gran partita. Marconato ha piazzato canestri decisivi nel recupero dello svantaggio iniziale del secondo tempo. Bulleri mi è sembrato l'unico con un po' di raziocinio, e cuore nel fare falli negli ultimi secondi.
Ma.
L'Italia, e sarà che l'ho vista solo nelle partite che ha perso (sarà??), non mi è sembrata quasi mai avere un gioco. Nel senso che avevo l'impressione che i giocatori si dicessero, E ora? A chi la dò la palla? E ora, che ci faccio?
E questo, troppo spesso rispetto a quanto può essere brava la squadra avversaria nel difendere.
In difesa, di rimbalzi non se ne prende uno. Decidiamoci. Non si può prendere, in totale, un numero di rimbalzi di poco superiore a quelli che la squadra avversaria prende nella nostra area. Vuol dire suicidarsi.
L'impressione, è quella di non essere una squadra. E non è una bella impressione.
L'impressione, è quella che sapendo di avere giocatori che possono risolvere le partite, si faccia troppo affidamento su di loro, senza pensare che, anche loro, possono avere dei problemi. Nowitzki, ad esempio, è un gran giocatore, ma la Germania non ha certo vinto per i suoi canestri. Ma per quelli di Herber, le entrate di Hamann (che autostrade a 34 corsie, amici!!! difesa come burro).
Ho visto una squadra che non reagiva, molle. Magari, sì, reazioni del singolo. Ma non di squadra. Un insieme di giocatori messi lì, con troppe idee confuse. E, mi sembra, qualche grossa responsabilità l'allenatore ce l'abbia.
Poi, certo, non è entrato un tiro (a parte Belinelli) e le percentuali nostre fanno paura a questo Europeo.
Non si può sempre sperare che gli altri facciano peggio di quanto facciamo noi (essendo il nostro peggio....molto molto....peggio....)
e la finisco qua.
Troppa delusione, merda! Ci contavo, sui quarti, e sulle Olimpiadi!
Amen.

postato da: unpoapolide alle ore 17:49 | link | commenti (9)
categorie: italia, basket, dubbi, partita, fine, europei
04/09/2007

Dopo la svolta porno, che continuerà, eh.
Un momento di.

Andate, o voi povere anime che passate di qua,

qui

e leggete.

un gran bel racconto, ecco.
ciao.
postato da: unpoapolide alle ore 15:05 | link | commenti (6)
categorie: racconti, canzoni, letteratura, silenzi, tempo, pelle, lettura, odori, dubbi, fine, vocii
02/09/2007

Bibby  aspettava la svolta porno. Eccola. Poi dimmi. Intanto.
Vietato ai minori di anni 18.

PERDUTO


Quella sì che era una novità, gli stava facendo un pompino.

Questa sì che è una novità…

Era scesa sul suo corpo, tentacolare, le sue mani leggere scivolando gli avevano dato brividi, le sue labbra l’avevano fatto sussultare. Arrivata lì l’aveva toccato, sfiorato, un bacio che l’aveva scosso, lui che l’aveva guardata, sorpreso, e lei che gli aveva sorriso, prima di, e lui che aveva chiuso gl