Un po' apolide...

"ovattato...come in sordina..." op.cit.

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30/07/2007

ummmm. bah. tanto vale, no?

Piano, fai piano. Sento...tutto...

Scusa...

Mmm...

Va...bene, così?

Sì, sì, oddio, non fermarti. Sento tutto. Tutto. Entra. Vieni.

Lento viene indietro e va avanti. Ancora. Ancora. Si ferma. Le abbraccia la pancia, e per poggiare la mano sul materasso non ha che da staccarsene un poco. Pensa che. Scorre la pelle, tesa e curva, oltre la quale qualcosa, qualcuno, ogni tanto si fa sentire, arriva al seno, grosso come non era mai stato, si sta preparando anche lui, passa sui capezzoli saggiandone un attimo la consistenza, va oltre tirandosi su, staccando il proprio torso, il proprio volto, dalla schiena di lei, sussurandogli cose, la mano sul collo le spalle lei si volta come può con uno scatto finge di mordergli le dita, la mano che fugge. Le prende i fianchi, ora che è eretto, e indietreggia con calma sui ginocchi, abbassandosi. Lei si pulisce evitando che i liquidi cadano sulle lenzuola, si volta buttandosi giù.

Mi dai una mano?

Eccomi.

Sorridono entrambi. Anche lui fa pulizie.

Avrà sentito? Io ho sentito. Eccome.

Mah. Però è stato bello no?

Sì.

Sì (pausa) Non ce la facevo più. In questo periodo basta che ti senta respirare e...

Eh. E dai...

Si stende accanto a lei, lei adagia la testa sul suo petto, il suo braccio destro sotto, lui le bacia i capelli e quando si discosta appena uno gli rimane tra le labbra, lo toglie con la mano sinistra, lo deposita chi sa dove, e sfiora il volto di lei. Legge. La luce resa a strisce dalle persiane delle due finestre percorre per due volte, veloce, la camera in direzione opposta a quella della macchina nella strada. Fasce luminose che si ingrandiscono e scompaiono.

Prima, non era niente che respiri.

postato da: unpoapolide alle ore 18:00 | link | commenti (1)
categorie: silenzi, tempo, pelle, lettura, odori, dubbi, latte, vocii
18/07/2007

MORTE AL CESSO



L'ultimo sgrondino, un pezzo di carta igienica per pulire meglio, tirò lo sciaquone e mentre l'acqua andava lo rimise dentro e tirò su la patta. Mai piaciuto scuoterlo, le gocce vanno spesso fuori e chi sa dove e tanto ne rimane sempre un po' e una goccina finisce nelle mutande e sporca e puzza prima che non è, invece con un foglietto di carta igienica si pulisce bene e via. Sì a volte può irritare dare fastidio, come tutte le cose bisogna imparare a farle bene. Mentre lo rimetteva, un attimo fa, il suo uccello non gli sembrava più neanche appartenergli. Quella cosa vizza, grinzosa tra le mani sembrava morta, estranea. Incapace di dare il minimo piacere, non rispondeva più da tempo ad alcuno stimolo. Morto stecchito. L'acqua aveva portato via tutto in un vortice. Prese la tavoletta e la mise giù. A metà strada pensò che era una cortesia inutile. Nessuna avrebbe apprezzato com'era solo il giorno avanti. Appena fatto gli sembrò di sentirne l'odore. Quello suo. Non si mente quando si dorme insieme a lungo. A lungo quanto loro. Dove l'aveva letto? Noi siamo gli unici animali che mentono sul proprio odore. Con i profumi. Ci nascondiamo dietro, sotto, di lato. Eppure anche quello ci fa innamorare. Andò al lavandino, si lavò le mani. Prese il dentifricio e lo spazzolino. Tolse il cappuccio allo spazzolino, strizzò il tubetto e quella cosa verde mentosa vi si rovesciò. Aprì l'acqua, ce lo passò sotto, poi cominciò lo strofinio contro i denti. Non aveva la dentiera. Li aveva curati bene, i denti. Pensò, mentre sputava, guardando quella bava bianca percorrere il lavandino fino allo scarico, che lei se li lavava con grazia. Riusciva persino a sputare, con grazia. Un tempo questo l'avrebbe eccitato. E i pantaloni avrebbero preso un aspetto impudico. Si guardò allo specchio. Era inutile. Che gesto stupido, pensò.

Andò al cesso, e tirò su la tavoletta.

postato da: unpoapolide alle ore 17:43 | link | commenti (7)
categorie: racconti, silenzi, odori, dubbi, fine
14/07/2007

Allora.

Ieri sera ho rivisto Metropolis.
Con lei, e altri amici.
Il bello dei film muti, è che li puoi doppiare a mo' di Nido del cuculo, e sono molto divertenti.
Detto questo.
Ci sono cose che mi sfuggono, del tipo.
Mi pare chiaro.
Domani sui monti.
Guardate Metropolis.
Poi guardate:
Blade Runner
Star Wars
Stargate
Io, robot
uno con Stallone che non ricordo il titolo
Via col vento
Jesus Christ superstar
i film di Kubrick (meglio tutti)
Il silenzio degli innocenti
I tre giorni del condor
Una 44 magnum per l'ispettore Callaghan
I sette samurai
Ken Shiro
Dersù Uzala piccolo uomo delle grandi pianure
Ivan il terribile
Intolerance
Cabiria
Batman begins
poi fate un po' voi
postato da: unpoapolide alle ore 20:14 | link | commenti (4)
categorie:
13/07/2007

Non so a quanti....macchissenefrega!!!

è uscito il nuovo album degli Smashing Pumpkins: ZEITGEIST

cazzo.
postato da: unpoapolide alle ore 12:24 | link | commenti (2)
categorie: racconti, canzoni, silenzi, pelle, odori, smashing pumpkins
11/07/2007

Ho finito da poco di vedere Metropolis.
Una parte l'ho vista con Lei, che poi stanchissima e assonnata se n'è tornata a casa, sigh.
L'ultima parte da solo.
Metropolis è Metropolis.
Certe volte mi meraviglio di come la gente continui, dopo, a sopravvivere.
nottebuona
postato da: unpoapolide alle ore 23:48 | link | commenti (4)
categorie: cinema, silenzi, tempo, pelle, odori, censura, 11 settembre
05/07/2007

Ieri giornata: stancante, infinita, bella, tristissima, buona, intensa.
sveglia senza aver dormito alle 6:30
macchina 6:50
stazione pt 7:15
treno 7:18
firenze 8:15
dipartimento 8:50
numero persone: 23
professore: 1
inizio esami: 8:45
chiacchiere. chiacchiere. bah, ci sei anche te? eh, mi aspettavo di trovartici. qua e là. sotto e sopra. com'è andata? bene. bene. ok. domande? ok.
squilli di cellulare. ehi, come va? ciao. ti devo dare una notizia bruttissima. cosa? (segue la notizia bruttissima-issima-issima). passi di facoltà? caso mai domani. sono l'ultimo, non credo ce la faccia a farci oggi. ok. dimmelo. ok. ciao. ciao. simbolino rosso sul cell premuto.
silenzio.
chiacchiere con altre persone. chiacchiere chiacchiere chiacchiere. preoccupazione. nervosismo. sigarette e caffè.
pausa pranzo 13:30 fatte 8 persone ne rimangono 15
14:00 si ricomincia
chiacchiere sigarette caffè nervosismo bar merenda gelato greco latino liceo che grande manzoni dovrebbero far leggere i testi e non i manuali i manuali ti fanno odiare le cose che studi pensa dante vero chiacchiere chiacchiere caffè sigarette nervosismo si andrà a domani no vi faccio tutti oggi ma siamo tanti tutti oggi, fino alle nove si va ma ok blabla
si va si va la notizia bruttissima mi aleggia in testa ogni tanto la reprimo la reprimo
la prof della stanza accanto mette a posto e chi sa porta via scatoloni di libri edizioni piccole autori e autrici sconosciute chi sa se volete prendete non ve li consiglio ma se volete prendete sfrucuglio tre o quattro volte alle 19:40 ne prendo 5 ne prendo e vai
avevo già comprato un panino per cena sono l'ultimo due moduli siamo diventati moduli un modulo due moduli mezz'ora un'ora non c'è verso se continua così quanti siamo 7 allora te la quartultima a tot ora io a questaltra siamo 5 siamo siamo 4 io esco alle 8 dice una non dice quando entra guarda l'orologio esco alle 8 dice lo riguarda allora alle 8 e 5 lunga lunga lunga sono l'ultimo due moduli notizia bruttissima non ho dormito da lunedì 4 ore dormito stato a letto di più stanco sigaretta caffè mezzo panino a che ora si finirà e chi sa
entra la penultima alle 21 arriva il tipo la guardia giurata c'è da chiudere ripassi tra mezz'ora aspetto vado in bagno piscio mi sciacquo bevo mi guardo allo specchio esco lei finisce arrivo io qualche battuta lui è tranquillo non so come faccia tutto il giorno qui, una pausa di mezz'ora e poi sempre a parlare con gli studenti senza mai dare di matto sorridente come fa mezz'ora si chiacchiera tranquillo si chiacchiera come lei sa mi dice come io so un cazzo penso però non lo dico lo guardo che faccia avrò mi dico mentre rispondo cerco le parole nel malditesta si finisce è finita verso la stazione alle 22 con la penultima che mi ha aspettato per fare la strada insieme grazie grazie torna a montevarchi dal marito si chiacchiera come tutto il giorno alla stazione lei treno io bus io non ho treni a quell'ora un bus che ci mette 1 ora e 20 menuti per portarmi alla stazione di pt
22:25 salgo e parte il bus mi dà noia mangio il mezzo panino avanzato guardo fuori bevo il bus mi dà noia cerco di dormire credo di dormire ho l'impressione di aver dormito lo stomaco subbuglia arrivo 23:45 perfetto orario almeno questo per il treno sarebbero 35 chilometri per il bus di più ma 1 ora e venti minuti 1 ora e 20 minuti faccio il giro del mondo faccio scendo
mi giro
il cellulare vedo la macchina
vedo LEI
le vado incontro
abbraccio
abbraccio
abbraccio
la guardo
macchina mi porta alla macchina dove l'ho lasciata la mattina lo stomaco non sta bene mi segue con la macchina fino a quando non gira verso casa sua e rallento ciao ciao la guardo nello specchietto retrovisore lei non lo sa forse non mi vede non so la guardo mette la freccia rallenta lascia passare una macchina in senso contrario svolta arrivo a casa 00:0boh un suo messaggio la chiamo buonanottebuonanottebuonanottebuonanotte
entro in casa due parole letto

p.s. grazie annalisa, grazie donato, per hoffmann, che l'uomo della sabbia è stato utile grazie
e grazie a TE che ci sei sempre. sempre.
postato da: unpoapolide alle ore 15:44 | link | commenti (10)
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